sabato 16 febbraio 2013

Rap, raggae, jazz a Sanremo



                                                 


                                                           Clementino
Partiamo da un presupposto ben preciso, che determina  l’accordata di rime e il continuo susseguirsi di armonie che questi produce,che non segue regole strutturali,ben precise,ma determina il suono che si viene a creare tra rime e pensieri che sfociano in un testo che trasmette in modo chiaro ed univoco il suo messaggio. Clementino è uno nato rapper,uno che la prima parola l’ha detta reppando. Il suo modus facenti è sostenuto espressamente  dalla teatralità del suo linguaggio tipico del sud, appropriato a trattare argomenti che bruciano negli occhi degli italiani e lui lo fa con gran stile ed eleganza. Ritratta in modo chiaro il divertimento in “Toxico” delucida in modo chiaro la sottile differenza che determina un’ azione volta a non provocare danno ad alcuno nemmeno a  se stessi,ma che porta gli altri a classificarti in una cerchia che non ti appartiene.



Riflessioni



Si nota subito quando si sta di fronte ad un pezzo  importante, non solo per l’originalità del testo, che vede una rivisitazione del testo di Celentano, con strofe aggiunte e reppate, dando una nuova veste alla canzone ,e vedendo il festival di Sanremo  sotto una luce più rinnovata, ed adatta ad un pubblico giovanile. La realtà e la consapevolezza di affrontare argomenti, che siano cause di ampie discussioni da parte dei media ,mette fine con l’arrivo sul palco di tre grandi artisti,non conosciuti da tutti perché non fanno parte di una musica, che si sta commercializzando un po’ da per tutto fino a travolgere alcuni artisti, a modificare il loro genere musicale adattandolo ad un commercio più vasto,il loro intervento al festival, si potrebbe vedere come l’incontro, di quello che c’è in ognuno di noi e che si esprime grazie alla musica.




sabato 9 febbraio 2013

mondo marcio






Dentro la scatola
La costituzione italiana

Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Riflessioni
Veramente belle parole, chi le ha scritte gode di tutta la mia stima.Peccato però che il governo è comandato da uomini, che queste parole non le hanno mai lette, oppure non le hanno comprese del tutto. L’uomo non è tutelato nè come singolo, e neppure nelle formazioni sociali dove si forma la sua personalità.Gli uomini sono fini a se stessi ,non c’è via d’ uscita. Non si garantiscono i minori ,lasciati nelle mani di coloro che abusandone, condannano l’individuo a camminare sopra ad una scia di sangue, che lo condannerà ad essere vittima del proprio destino. Addirittura la costituzione mette come obbligo la solidarietà, meraviglioso,
perché lo stato, deve garantire i diritti inviolabili dell’uomo. La realtà è ben diversa come tutti sappiamo,ma è bello vedere che gli uomini che hanno scritto queste parole, abbiano pensato che la solidarietà, debba essere frutto non spontaneo ma dovuto per garantire il benessere.